TRENTO. “I Consorzi Bim possono svolgere il ruolo di facilitatori nella promozione della collaborazione tra le comunità locali, comprese quelle più piccole, e le autorità centrali, contribuendo così a promuovere la cooperazione tra tutte le parti coinvolte”. A dirlo è Gianfranco Pederzolli, presidente della FederBim. “I nostri enti possono sfruttare il sovracanone e immettere risorse per sviluppare la transizione energetica”.
A seguito dell’Assemblea dell’associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato la necessità di riformare il sistema energetico nazionale e ridurre l’impatto ambientale il numero uno dei Bim torna a evidenziare l’importante ruolo che possono giocare i Consorzi, enti che intendono mettersi a disposizione e chiedono di poter essere coinvolti nel processo decisionale.
“Diversi consorzi Bim in regioni come Friuli Venezia Giulia, Trentino, Veneto, Piemonte, Umbria e Marche stanno già mettendo in pratica le parole del Ministro attraverso progetti ambiziosi sulle Comunità energetiche rinnovabili”, prosegue Pederzolli. “I Consorzi Bim, infatti, dovrebbero arrivare a svolgere un ruolo fondamentale nell’individuare e promuovere lo sviluppo di impianti di energia rinnovabile”.
Dal punto di vista finanziario i Consorzi Bim possono sfruttare il sovracanone Bim “come una preziosa opportunità di finanziamento aggiuntivo senza intaccare le finanze pubbliche”, cube Pederzolli. “Questo tipo di finanziamento può rivelarsi determinante per la realizzazione di impianti energetici sostenibili”.
Il presidente della Federbim ha inoltre affermato che “l’esperienza pluriennale dei Consorzi Bim nella gestione delle risorse idriche e ambientali nelle aree montane può svolgere un ruolo chiave nell’assicurare una gestione sostenibile delle risorse naturali e nell’implementare progetti di Comunità energetiche rinnovabili in modo efficiente e responsabile”.
Infine, il numero dei Bim riporta inoltre la necessità di promuovere l’attivo coinvolgimento dei Comuni e dei Consorzi Bim nella gestione delle concessioni per lo sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia. “Questa compartecipazione dovrebbe concentrarsi non solo sulla monetizzazione in ottica risarcitoria, fase che riteniamo superata, ma entrare in un una logica generativa di rapporti cooperativi di partenariato con i gestori. Questo al tremendous di aumentare l’efficienza della pianificazione e la realizzazione degli investimenti, preservando e valorizzando sempre le risorse idriche, l’ambiente e l’economia delle aree montane”, conclude Pederzolli.